Guardando nel monitor riconobbi Franco. Era appena entrato
nel salottino dello studio. Lo accolsi con gioia. Avevamo trascorso
insieme quegli anni dell'adolescenza che, in seguito, avrebbero
contribuito a cementare la nostra amicizia. Non feci in tempo
a chiedergli come stava; mi strinse la mano e con le "bollicine"
agli occhi mi disse "Lino, ho trovato il terreno... il posto
è bello... piace anche a Rosangela... dobbiamo costruirci
la casa..."
Lo interruppi con un gesto eloquente e lo riportai alla realtà
con un classico: "Non sai cosa ti costerà la mia
parcella!..."
Ci guardammo negli occhi e scoppiammo a ridere,
fragorosamente, appioppandoci una poderosa pacca sulle spalle
alla stessa maniera dei vecchi tempi negli anni '60. Ero contento
dell'incarico, ma, soprattutto della fiducia che Franco, nuovamente,
esprimeva nei miei confronti.
C'incontrammo, quindi, anche con Rosangela - indiscutibile
regina della sua casa - per raccogliere, insieme, tutte quelle
informazioni indispensabili a risolvere, progettualmente, le
loro necessità. Il successivo contributo di "Lele",
altro amico e collega che si occupa d'estetica e d'interni, ha
fatto sì che il progetto risultasse soddisfacente alle
esigenze dei miei amici, i quali, fra le altre cose, posseggono
un invidiabile buon gusto in tutto ciò che fanno.
A differenza di Franco, però, Rosangela ha sempre avuto
notevoli difficoltà nel leggere un disegno necessariamente
tecnico. Cercò, quindi, d'immaginarne la realizzazione
attraverso la gestualità che esprimevo mentre mi esaltavo
nel descriverle alcune soluzioni progettuali. Franco era alle
stelle ma Rosangela, ad un certo punto, gettò la spugna
e mi disse "Non ce la faccio più!" e rivolgendosi
al marito "Se ti piace...vedete voi...io non posso far altro
che fidarmi" Fu una doccia fredda!
In quel momento mi sentii coinvolto
in una responsabilità non comune: la fiducia di Rosangela
poteva portare ad una realizzazione certamente prestigiosa ma
estranea al suo buongusto. Non è raro trovare clienti
in questa situazione ma non mi persi d'animo: sapevo d'avere
le armi giuste per metterla in condizione di valutare la proposta
e sentirne, poi, il suo convinto parere soprattutto sulla funzionalità
della distribuzione interna.
Ho scelto, per la mia professione, programmi idonei e consoni
al lavoro che svolgo; più specifici nelle prestazioni
e più interessanti per il prezzo: quelli, tanto per capirci,
a cui ho dato, inizialmente fiducia, ottenendone un immediato
riscontro in termini di qualità e soddisfazioni.
Sono un "normale" professionista bergamasco che
si occupa da vent'anni di progettazione, direzione lavori...
nell'ambito delle costruzioni civili. Mi sono computerizzato
stabilizzandomi su Macintosh. Oggi lavoro su un Power 7100/66.
Qualche anno fa ho ravvisato la necessità di migliorare
qualitativamente il prodotto delle mie capacità professionali
e lo feci attraverso programmi di Cad semplici da usare e adatti
alle mie necessità. Ricercai e assistetti a numerose dimostrazioni
nelle varie esposizioni (Smau, Saie, Mac World, Mac in Time)
e alla fine trovai quei programmi che, ancora oggi, riescono
a soddisfare la mia voglia di ricerca della qualità, facendomi
sentire un riferimento importante per tutte quelle persone che
mi offrono l'incarico di proporre soluzioni ottimali alle loro
esigenze.
Sto parlando di "DomusCad" oggi arrivato alla versione
9.1.0 e prodotto dalla Interstudio di Pistoia. Un Cad tridimensionale
talmente specifico, intuitivo e semplice che mi ha conquistato:
potevo disegnare qualsiasi lavoro in pianta e ottenerne, automaticamente,
la generazione in sezioni, prospetti, assonometrie e prospettive
di qualunque tipo, con tempi incredibilmente veloci.
Da allora il tecnigrafo è diventato un piano d'appoggio
per le cose più disparate. Utilizzo lo stesso disegno
per allegarlo alle domande di Concessioni Edilizie, per gli esecutivi
di cantiere, per i particolari costruttivi... cambio solamente
la scala di stampa e ne traggo, di conseguenza, vantaggio a favore
della precisione e del tempo impiegato. Riesco a utilizzarlo
come base per il disegno degli impalcati nelle tavole dei cementi
armati; in questo modo ho la possibilità di vedere in
contemporanea tutti i piani utilizzati e verificare, immediatamente,
la posizione delle strutture portanti, perimetrali e di spina
per non ledere la funzionalità interna di ogni vano. La
noia e l'indisponibilità che, tempi addietro, mi creavano
le sezioni, - soprattutto quelle che intersecavano scale e particolari
falde di tetto - oggi sono diventate serene e sostanziali componenti
della progettazione.
Le varianti sono, poi, più facili da fare che da descrivere:
un semplice clik e il muro cambia colore; uno spostamento del
mouse e la finestra aumenta o diminuisce la sua larghezza con
l'automatica visualizzazione delle sue dimensioni in altezza,
larghezza, altezza del davanzale e superficie; un clik sugli
spigoli di un vano, anche non regolare, e leggi immediatamente
la sua area; puoi importare ed esportare disegni in DXF, importare
fotografie o immagini PICT; generare automaticamente muri o archi
su spezzate, cerchi, ellissi o, timpani interni e perimetrali
di un sottotetto; eseguire automaticamente le falde di un tetto
o le scale di collegamento fra due piani; ottenere automaticamente
il punto dove s'intersecano le diagonali necessarie alla stesura
di un rilievo eseguito con trilaterazioni; collegare i dati inseriti
in "DomusCad" al programma di contabilità "Tabulae"
che il simpatico Luciano Sambo continua a migliorare.
Ma la parte sbalorditiva rimane la finestra di QuickDraw 3D:
mentre inserisci in pianta muri, solette, falde di tetto, porte
o finestre, mentre aggiungi un balcone o sposti una scala, vedi
il modello che stai progettando, concretizzarsi in 3D, in tempo
reale e con i colori che gli hai, liberamente, assegnato.
Modello che puoi, con il semplice
spostamento del mouse, ruotare e visitare in qualsiasi direzione.
Puoi "entrare", virtualmente, all'interno della
costruzione percorrendola in ogni suo vano e in tutti quei posti
che ritieni utile verificare o far vedere, istantaneamente, al
Cliente che hai di fronte.
Anche Franco e Rosangela rimasero sorpresi quando nel giro
di qualche giorno li incontrai per mostrare loro l'ipotesi di
progetto da presentare al comune: avevano fatto il confronto
fra i tempi e la qualità del mio lavoro con quello di
un collega conosciuto in altra circostanza e che operava nella
tradizionalità.
Erano decisamente soddisfatti ma... dovevano ulteriormente
stupirsi ancora un po'.
Li feci sedere davanti al monitor e iniziaì l'illustrazione
del progetto. Non è facile descrivere l'espressione dei
loro occhi quando, spostando semplicemente il mouse, in tempo
reale, vedevano ruotare a monitor, la loro costruzione.
E così, ogni volta che spostavo il mouse "Domus
Cad" visualizzava la prospettiva della loro villa renderizzata.
Era persino divertente entrare con la telecamera all'interno
della villa mostrando loro la scala collegante il piano rialzato
con la taverna, oppure quella che dal salotto sale al soppalco,
quindi la camera matrimoniale e poi la cucina...
Vedevo Rosangela
cominciare a prendere cognizione di quel che sarebbe andata a
costruire e, opportunamente, iniziava ad intervenire con quelle
osservazioni che solo una "Regina della casa", forte
della sua riconosciuta e indiscutibile competenza. poteva fare.
Accennai alle finiture esterne della villa.
Qualche tempo prima, ebbi l'opportunità di assistere
ad una dimostrazione di "Art*lantis", un programma
distribuito dalla "Abacus Abvent" di Piacenza che consente
la produzione d'immagini di sintesi. Ne rimasi affascinato ma,
ancor più mi appassionò, quando seppi che poteva
essere utilizzato assieme a "DomusCad". Quando poi,
agli utenti Interstudio venne offerta l'opportunità di
acquistarlo ad un prezzo interessante, non ci pensai due volte:
dopo la dimostrazione lo acquistai immediatamente.
E fu così che anche il progetto di Franco e Rosangela
passò da "DomusCad" ad "Art*lantis"
con un'esportazione diretta in DXF. Lanciai l'applicazione, ne
aprii il documento ritrovandomi il progetto della costruzione,
da poter vedere sia in pianta che in fronte o in lato.
I colori assegnati in Domus Cad venivano ripresi in Art*lantis
che li interpretava come codici e così mi trovavo con
i muri intonacati di un colore, quelli in pietra di un altro,
la copertura, le finestre...e così via fino ad avere tutti
gli elementi omogenei fra loro, individuati con lo stesso colore.
Posizionai il "sole" semplicemente con il mouse,
nella posizione e alla distanza che ritenni più opportuna.
Poi, per evitare particolari ombre che sarebbero potute risultare
fastidiose nella rotazione del progetto, aggiunsi delle lampade
e degli spot assegnando, a mio piacimento e sempre con il mouse,
una lunghezza all'intensità del raggio di luce in modo
tale da illuminare completamente il modello, finanche negli interni.
Franco e Rosangela mi guardarono un po' increduli ma speranzosi.
Riuscii a non deluderli. Scegliemmo, insieme, una prospettiva
della costruzione e la renderizzammo. Nella finestra di previsualizzazione
si notava la villa in prospettiva vista dall'ingresso carrale.
Aprii la biblioteca degli "shader". - termine, questo,
per indicare i "materiali" che compongono la biblioteca
di "Art*lantis" e cioè: legni, marmi, pavimenti,
rivestimenti, prati, acqua, specchi...nelle forme più
diverse e nei più svariati colori.
Ve ne sono a decine e ancora ne stanno facendo. Mi bastò
cliccare sullo shader prescelto e trasportarlo con il mouse sulla
superficie della villa che m'interessava rivestire: immediatamente
quella parte assumeva il materiale trasportato!
Click per vedere
l'immagine in alta risoluzione
E così feci per i muri esterni intonacati, per quelli
in pietra, per le tegole, per l'inferriata, per i serramenti,
per i vetri... fino a che l'immagine non divenne nel giro di
pochi minuti, quella che a me piace definire "fotorealistica".
Provammo insieme diverse soluzioni di materiali per le finiture
fino a trovare quella definitiva. Registrai l'immagine renderizzata
in formato Pict, poi, nello stesso modo rifeci un'altra immagine
e poi un'altra ancora, e poi altre... tutte prese da angolazioni
diverse, ma con le stesse caratteristiche dei materiali inizialmente
assegnati.
Non potei fare a meno di notare l'incredulità che,
eloquentemente, si stagliava negli occhi di Franco e Rosangela
quando, alla ricerca di una migliore realizzazione, modificai
le caratteristiche dei materiali di finitura della villa rendendoli
più o meno opachi, più o meno rugosi. Ne variai
il colore, li orientai diversamente, ne modificai la dimensione...
il tutto con molta facilità e semplicità sotto
gli occhi increduli e, nello stesso tempo, divertiti dei miei
amici.
Registrammo una decina d'immagini in Pict che importai successivamente
in "DomusCad".
Li impaginai assieme al disegno prettamente tecnico e ne stampai
il tutto con il plotter a colori e a getto d'inchiostro. Tornarono
a casa con le piante, le sezioni, i prospetti e le..."fotografie"
della loro nuova casa.
Un click sulle immagini per
vederle in alta risoluzione.
   
Mentre mi avvicinavo alla fine intravedevo in Rosangela una
sempre più convinta ed espressiva serenità: adesso
sapeva esattamente e, fin nei minimi particolari, come avrebbe
costruito la sua villa. Era decisamente contenta, Franco più
di lei, io più di loro.
Anche "Interstudio" di Pistoia e "Abacus Abvent"
di Piacenza sono contenti. Vista la qualità dei prodotti,
li continuano a proporre in un pacchetto unico, a prezzo interessante
e, fantasiosamente, chiamato "ARCHIPLANET".
Con i più sinceri auguri di buon lavoro.
Lino Ceruti
Paladina - Bergamo - 28 Agosto 1996
P.S. Vi interessa sapere come
è andata a finire? Fate un click sula figura sottostante
e lo scoprirete.
|